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Cultura

PIA - Progetto integrato d'area

IL LAGO DI GARDA. Uno sguardo dalle mura antiche alle oasi naturali 

 

IL PROGETTO

Ripercorrendo gli obiettivi principali del bando relativo all’asse IV PORL Linea di Intervento 4.1.1.1 (“Promozione e diffusione di una fruizione sostenibile nel sistema delle aree protette e nelle aree della rete ecologica lombarda attraverso la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale”), il PIA Lago di Garda ha preso in considerazione l’opportunità di sviluppare il network di piste ciclopedonali dell’area gardesana in quanto fattore di sviluppo principale per una nuova modalità completamente sostenibile di fruizione dei beni storico-culturali e ambientali.

Gli interventi puntano alla implementazione di un sistema di piste ciclabili (in buona parte su percorsi dedicati, o, in alternativa, su strade a traffico veicolare basso o pressoché nullo), che dalla punta estrema settentrionale di Limone del Garda consentano di giungere fino al basso lago dove è facile e vicino l’accesso alla ciclabile del fiume Mincio che porta a Mantova e da qui al fiume Po e all’Adriatico.

Un “aggancio” al segmento del lago di Garda costituisce l’asse turistico più rilevante in grado di collegare il Trentino e quindi l’arco alpino fino alla pianura e al mare. A lavori conclusi andrà a costituire una tappa obbligata nel lungo e stimolante percorso.

 

I PARTNER

La Provincia di Brescia aderisce al PIA in forma di partenariato con

Comune di Desenzano del Garda

Comune di Manerba sul Garda

Comune di Lonato sul Garda

Comune di Padenhe sul Garda

Comune di Pozzolengo

Comune di Sirmione

 

LE AZIONI INFRASTRUTTURALI

Sono in fase di  riqualificazione alcuni percorsi ciclopedonali esistenti e in fase di realizzazione  nuovi tratti quali  quello nel comune di Limone del Garda, la ciclabile nel comune di Gargnano, la ciclabile Desenzano – Salò e il percorso ciclopedonale del basso lago (Lonato del Garda-Castiglione delle Stiviere).

 

LE AZIONI DI SISTEMA

Sono state individuate una serie di azioni di sistema per la valorizzazione e promozione del territorio gardesano:

  • Realizzazione di un portale e di applicativi per smart-phone, denominato I-TOM, che consentono a cicloturisti e non di scaricare una guida multimediale da installare sul proprio cellulare: le informazioni, estese a tutto il territorio gardesano, in più lingue e disponibili in formato testo o in versione audio, si attivano mediante avviso di prossimità ai punti di interesse storici e culturali e a cadenza temporale nel caso di eventi/appuntamenti.
  • Partecipazione ad alcune delle principali fiere turistiche tenuto conto dei mercati di riferimento.
  • Realizzazione di una cartina con tutti i percorsi ciclabili realizzati.
  • Realizzazione di un video promozionale.

 

Di seguito la descrizione delle opere previste all’interno del PIA e oggetto di co-finanziamento.

 

 

 

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image001.jpg

Restauro e riuso della torre di ingresso, dell'ex casa ufficiali e delle mura medioevali del castello (Comune di Desenzano)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image002.jpg

Museo Archeologico "Giovanni Rambotti"

(Comune di Desenzano)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image003.jpg

Restauro Area Archeologica "Le Fornaci dei Gorghi" 

(Comune di Lonato )

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image004.jpg

Riqualificazione Corso Garibaldi

(Comune di Lonato)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image005.jpg

Restauro chiesa della Beata Vergine della Torricella

(Comune di Padenghe)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image006.jpg

Riqualificazione ambientale e funzionale Parco del Castello

(Comune di Pozzolengo)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image007.jpg

Riqualificazione Ambientale area naturale "Punta Gro" con ristrutturazione edificio da adibire a museo della Pesca

(Comune di Sirmione)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image008.jpg

Riqualificazione Ambientale Parco della Rocca di Manerba del Garda e Oasi Protetta

(Comune di Manerba)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image009.jpg

Riqualificazione sentieristica e parco

(Comune di Padenghe)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image010.jpg

Riqualificazione urbana via Barbieri e via Vighenzi

(Comune di Padenghe)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image011.jpg

Riqualificazione   percorsi   ciclo-pedonali   zona   basso   lago   LONATO -CASTIGLIONE DELLE STIVIERE

(Provincia di Brescia)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image012.jpg

Percorso ciclo-pedonale LIMONE SUL GARDA

(Provincia di Brescia)

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image013.jpg

Percorso ciclo-pedonale Comune di GARGNANO

(Provincia di Brescia).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1. Restauro e riuso della torre di ingresso, dell'ex casa ufficiali e delle mura medioevali del castello (Comune di Desenzano)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image014.jpgLa provincia bresciana è costellata di apparati fortificati costituiti da episodi molto differenti per origini,  funzioni, caratteri morfologici e costruttivi: dal caso più cospicuo del castello di Brescia, ai castelli  signorili, alle rocche di confine.

In questo quadro va ritagliato uno specifico spazio anche per gli episodi castellani che si snodano

lungo la sponda bresciana del Garda, anch’essi tra loro assai diversi: dal castello signorile di  Drugolo, al castello di Sirmione, alla fortezza di Lonato, al complesso di castelli del basso Garda.

Sui tre cordoni collinari, da mezzogiorno a settentrione, apparati fortificati, o resti tangibili di questi, si trovano a Bedizzole, Carzago, Calvagese,  Muscoline, Soiano, Polpenazze, Puegnago, Pozzolegno, Desenzano, Rivoltella, Padenghe, Moniga  del Garda, Solarolo di Malerba, S.Felice del Benaco, Portese, che possiamo ascrivere ai sec. XIII – XV  

Dalla documentazione giunta fino a noi, possiamo avere un’idea abbastanza precisa, di come doveva apparire il castello di Desenzano intorno a metà Quattrocento. La cinta muraria era più piccola dell’attuale, pressoché quadrata. L’interno del recinto era affollato di casette organizzate presumibilmente in blocchi regolari orientati in direzione nord-sud.

Tra il 1468 e il 1472 il Castello venne completamente sistemato ed ampliato, mediante una radicale  opera di risistemazione con  l’aggiunta di un nuovo tratto di cinta muraria a sud dell’antica, conferendo al recinto fortificato  l’attuale forma trapezoidale.

Nei periodi successivi, il complesso fortificato perse interesse come struttura difensiva, inadatto  com’era a resistere ai grandi eserciti dell’era moderna e al nuovo mezzo di offesa: il cannone.

Da sicuro rifugio, divenne borgo decentrato e sempre più ai margini della vita economica e  amministrativa.  Il cuore di Desenzano, con la costruzione del nuovo Duomo di S.Maria Maddalena e del Palazzo Pubblico affacciato sul porto intorno al quale ruotava anche il mercato, si  attestò definitivamente sulla riva del lago.  Le famiglie dei mercanti, arricchitesi con i commerci del grano, preferivano costruire palazzi suburbani disinteressandosi del Castello, che andò lentamente in abbandono.

 

La situazione di partenza

L’edificio dell’ex Alloggio Ufficiali

Destinato in origine ad abitazioni e successivamente trasformata in alloggio degli ufficiali,   l’edificio, disposto su due piani, risulta attualmente abbandonato e fatiscente.

La cinta muraria nord-est

Realizzata in filari di pietra locale, va a congiungersi con la Specola, per mezzo di un caratteristico  e suggestivo arco a sesto ribassato. Si trova in uno stato di degrado diffuso dovuto alla presenza di vegetazione infestante e  all’azione degli agenti atmosferici.

La Specola

L’originale struttura, che costituisce il bastione semicircolare di nord-est, attualmente sede  dell’attuale Istituto di Geofisica e di Bioclimatologia Sperimentale del Garda, versa in cattive condizioni di conservazione.

 

I lavori

Il progetto, pur riconoscendo le necessità legate all’uso odierno della struttura, ha puntato alla conservazione degli elementi della cultura materiale e ad un utilizzo compatibile, non  prevaricante e non invasivo distinguendo sempre l’elemento autentico esistente dall’aggiunta  contemporanea.

Si è agito prevalentemente in due direttrici:

la conservazione materiale, partendo dal mantenimento degli elementi originari;

il riuso funzionale del complesso architettonico;

riqualificazione estetica del sito storico;

eliminazione barriere architettoniche;

creazione di spazi più fruibili da parte della cittadinanza e dei turisti;

rivitalizzazione del centro urbano con creazione di nuovi itinerari;

consolidamento della capacità attrattiva;

miglioramento della fruizione delle aree di interesse culturale del Comune.

 

 

 

2. Museo Archeologico "Giovanni Rambotti" (Comune di Desenzano)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image015.jpgIl Museo Archeologico Giovanni Rambotti ha sede in quello che fu il Monastero di Santa Maria del Carmine, edificio dei primi del Cinquecento, caratterizzato dal bel chiostro a pianta quadrata a cinque arcate per lato.

L'idea di istituire un museo archeologico dedicato alla preistoria del lago di Garda matura agli inizi degli anni '80, per dare adeguata collocazione ai ricchi reperti rinvenuti presso la zona umida del Lavagnone e ai materiali raccolti da numerosi appassionati locali nelle numerose palafitte sommerse lungo le rive meridionali del lago.

Tra i reperti provenienti dal bacino del Lavagnone, spicca il più antico aratro del mondo che sia giunto sino a noi e che è stato rinvenuto, nel 1978, tra i pali dell’insediamento palafitticolo che qui sorgeva intorno al 2000 a.C.

 

La situazione di partenza

L’allestimento museografico risalente agli anni Ottanta, epoca in cui il chiostro subì un radicale

intervento di restauro, risulta ormai inadeguato a garantire un’ottimale fruizione dei reperti, tanto che una parte di questi non ha potuto essere esposta al pubblico. A ciò si aggiunge  la necessità di un adeguamento impiantistico e l’ottimizzazione del percorso museale.

 

I lavori

Gli interventi sono stati finalizzati a rendere maggiormente fruibili i beni storici e garantire la massima libertà all’utente, il tutto pensato con la massima attenzione per le persone diversamente abili.

Si è proceduto primariamente all’adeguamento degli impianti per il condizionamento del museo nel suo complesso e per il ricircolo d’aria, necessario, in particolare per la sala in cui è custodito l’aratro rinvenuto nel bacino del Lavagnone.

Mediante la demolizione della tramezzatura risalente ai lavori degli anno Ottanta, si è recuperata l’unitarietà della sala delle collezioni ed è stato rinnovato il salone dell’aratro con  la sostituzione dell’ormai obsoleto controsoffitto in lamelle metalliche e del pavimento in cotto

rovinato dal precedente utilizzo.

Area 1

In questo settore, a stretto contatto visivo con l’esterno, soprattutto con il lago, sono stati posizionati i  plastici relativi alle palafitte, accattivanti e di più immediata lettura.

Area 2 

Le verande del chiostro sono state dotate di tendaggi filtranti, per consentire di graduare l’intensità luminosa delle  ore centrali della giornata ed eliminare il problema del riverbero sulle vetrine espositive.

Area 3

Il trasferimento della biblioteca comunale in altra sede,  ha reso disponibile questo nuovo salone di notevoli dimensioni (metri 16,90 x 8,30) dove viene ambientato il pezzo più pregevole ovvero l’ “Aratro più antico del mondo”.

Area 4

E’ stato qui ricavato lo spazio per una proiezione multimediale interattiva.

 

 

 

 

3. Restauro Area Archeologica "Le Fornaci dei Gorghi"  (Comune di Lonato )

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image016.jpgNel 1985, in località “Fornace dei Gorghi”, sulla direttrice Lonato – Castiglione delle Siviere, è venuto alla luce questo importante complesso artigianale di epoca romana, attivo per un periodo relativamente breve, tra il I e il II secolo dopo Cristo. La scelta della località è stata favorita dalla vicinanza dell’area boscosa, per l’approvvigionamento di legname come combustibile per la cottura dei laterizi, oltre alla presenza di acqua necessaria per la lavorazione dell’argilla.

Gli scavi archeologici hanno portato alla luce sei fornaci di diversa tipologia, due a pianta circolare, le altre quadrata o rettangolare, disposte a poca distanza l’una dall’altra.

Quella in migliori condizioni di conservazione è una grande struttura a schema verticale e pianta circolare, con camera di combustione interrata al di sopra della quale è posta la camera di cottura, dove venivano impilati i mattoni da cuocere. Il pavimento di questa camera è una sorta di grande griglia circolare, con un diametro di 6 metri, con i fori per far risalire l’aria calda dalla sottostante camera di combustione.

 

La situazione di partenza

Percorsi e spazi esterni

La strada di accesso risulta stretta e passa attraverso il piccolo nucleo abitato, per arrivare all’entrata dell’area archeologica, bisogna proseguire tramite una capezzagna fra i campi coltivati. Non è  presente uno spazio da adibire a parcheggio. Una alta recinzione, composta da pannelli in cemento armato, delimita indistintamente sia la  stazione elettrica che la zona archeologica,

Spazi interni

L’edificio realizzato a protezione della fornace è sviluppato in un unico spazio, formato da una struttura portante in ferro che insiste su un basamento in cemento armato. La chiusura sui lati è formata da pannellature in fibrocemento (tipo Glasal), coibentato all’interno  con poliuretano, che lasciano a livello sommitale il perimetro aperto. 

 

I lavori

Per la riqualificazione del complesso si è prevista una adeguata segnalazione dell’area  Archeologica.  Viene, quindi, realizzato un parcheggio, con l’accesso diretto dalla Provinciale, da cui accedere all’area archeologica, tramite uno stradello pedonale realizzato costeggiando la recinzione della centrale.

All’interno dell’area archeologica, i percorsi formati da gradoni che portano all’ingresso della  Fornace, sono stati adeguati con pedane e rampe adatte alla fruizione dei disabili.

E’ stato rinnovato l’apparato didascalico, con nuovi cartelloni che illustrano le funzionalità e la storia dei  ritrovamenti.

La copertura è stata sostituita con una struttura in legno coibentata per  garantire un’adeguata protezione ai reperti.

La struttura è stata ampliata in modo da inglobare in un unico edificio i servizi  igienici,  una zona d’accoglienza che potrà funzionare come zona ristoro, che potrà diventare un’aula didattica o una stanza  riunioni per piccole conferenze.

 

 

 

4. Riqualificazione Corso Garibaldi (Comune di Lonato)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image017.jpgFino al 1827, l’attuale Corso Garibaldi era una strada interna al centro murato di Lonato, al quale si accedeva, provenendo da Brescia, per mezzo della strada Regia Postale che, da località Molini raggiungeva porta Corlo. Abbattendo parte delle mura e realizzando il terrapieno rettilineo che ancora oggi porta al centro della cittadina, venne realizzato il nuovo accesso a Lonato. L’anonma strada interna - dopo l’Unità battezzata Corso Garibaldi - divenne così l’arteria centrale dell’abitato, su cui si affacciano molteplici attività commerciali e si innervano le strade che percorrono in direzione nord-sud il nucleo storico.

 

La situazione di partenza

La piattaforma stradale di Corso Garibaldi si presenta secondo il disegno standardizzato dei viali con transito extraurbano, con una corsia di marcia per senso di circolazione e marciapiedi laterali in aderenza alle  cortine edificate.  Sui marciapiedi è presente il porfido in cubetti, mentre la pavimentazione carrabile è in asfalto.  

Sul viale non esistono superfici decorate ma l’alternanza delle colorazioni, dei materiali e dei  volumi degli edifici a cortina lungo il percorso rappresentano un decoro che ha sicuramente  valenza di carattere culturale e storico.    

 

I lavori

L’intervento  ha perseguito l’ammodernamento e la rivitalizzazione urbana di tutto il percorso di  Viale Garibaldi (per un complessivo sviluppo lineare di circa mt 400) al fine di riqualificare la capacità attrattiva e la funzione aggregante dell’asse principale del centro storico di Lonato.

In tale direzione si è puntato a:

  • valorizzare gli elementi identificativi del paesaggio urbano, mediante la trasformazione del Viale
  • in arteria urbana di collegamento, riducendo il traffico di separazione tra la parte nord e sud del
  • centro storico;  
  • migliorare la qualità urbana riproponendo un unico senso di marcia e la conseguente riduzione dei flussi di traffico, per favorire l’aggregazione e la mobilità pedonale;
  • incentivare lo sviluppo del sistema delle botteghe nei locali antistanti il viale, mediante  l’incremento del sistema parcheggio e sosta;
  • favorire la fruizione delle aree di interesse culturale.

 

 

 

5. Restauro chiesa della Beata Vergine della Torricella (Comune di Padenghe)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image018.jpgLa chiesa della Beata Vergine della Torricella sorge sul luogo in cui, secondo la tradizione, la Madonna apparve a una giovane muta, che stava pascolando le oche in quell’angolo di campagna.

L’edificio si presenta con la facciata a capanna, con rosone centrale. Alla fine del Seicento viene aggiunto il portico a tre arcate, sostenute da quattro eleganti colonne in marmo bianco, su basamento in pietra grigia.

Nel 1812, a seguito dell’editto di Saint Claude, con cui Napoleone, per motivi igienico-sanitari, vietava le sepolture nei centri abitati, il cimitero di Padenghe viene trasferito a fianco della chiesa.

 

 

La situazione di partenza

La Chiesa della Beata Vergine della Torricella necessita di un sistematico intervento di restauro conservativo, finalizzato al  contenimento del naturale e fisiologico degrado dovuto all’azione disgregatrice del tempo e degli  agenti atmosferici nonché dall’azione sconsiderata dell’uomo che, tramite alcuni discutibili interventi di ripristino di alcune porzioni della fabbrica, ha  fatto perdere memoria e dignità alla stessa.

A ciò si aggiungono patologie strutturali di significativa valenza che interessano la Torre Campanaria e la  porzione di fabbricato costituente la Sagrestia.

 

 

I lavori

Intervento di consolidamento statico

Al fine di consolidare la struttura, si è provveduto alla realizzazione di opere di sottomurazione al livello fondazionale della Torre campanaria e al rinnovo degli  impalcati  lignei sia all’interno della Torre che all’interno della Sagrestia, con lo scopo di aumentarne la rigidezza. Con i medesimi obiettivi sono stati realizzati alcuni interventi sulla copertura sovrastante il Presbiterio e la Sagrestia.

 

Intervento conservativo delle facciate

Al fine di proteggere la facciata si è provveduto a rinnovare il sistema di smaltimento delle acque meteoriche, al cui cattivo funzionamento sono da imputare buona parte dei fenomeni di alterazione dei materiali costruttivi esterni ed interni al fabbricato.  

L’intervento conservativo delle facciate ha puntato, quindi, alla puntuale riqualificazione della struttura e al trattamento preventivo (pulitura, trattamento, protezione) dei materiali, allo scopo di prolungarne le prestazioni nel tempo. 

 

Intervento conservativo dei locali interni

I lavori di restauro hanno interessato gli intonaci originali e le superstiti superfici decorate.

Inoltre si è provveduto alla rimozione della recente e incongrua pavimentazione della navata, sostituendo le piastrelle in marmo di botticino levigato, del tutto estranee al contesto, con formelle in cotto.

Per il restauro dell’imponente altare posizionato nel presbiterio, che presentava una grave condizione di degrado irreversibile (causata da un’irresponsabile tentativo di pulitura mediante solventi a base acida cui si la depigmentazione a macchia di leopardo dello  strato superficiale del marmo), ci si è dovuti ad un intervento di pulitura, stuccatura e protezione.

 

 

 

6. Riqualificazione ambientale e funzionale Parco del Castello (Comune di Pozzolengo)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image019.jpgIl Castello di Pozzolengo, posto sul monte Fluno, ha pianta trapezoidale, con i lati est e ovest più lunghi e i lati nord e sud più corti.

Nella cortina delle mura con merlatura guelfa, sono inserite numerose torri cilindriche, soprattutto  nei lati ovest e sud mentre nel lato nord vi è una torre quadrata (Mastio), che ospita l’entrata alla fortezza. Una delle torri cilindriche è stata adibita dal XV secolo a torre campanaria. All’interno del  Castello, dove si trovano alcune abitazioni private, si possono ammirare i resti della Chiesa di San Lorenzo martire, protettore degli appestati,  che presenta frammenti di un affresco medievale del 1300 che ricopriva l’abside, raffigurante Cristo  insieme agli evangelisti Marco e Giovanni.

 

La situazione di partenza

L’area di fondovalle interclusa tra il centro storico di Pozzolengo, sul lato est, e il castello, a ovest,

si presenta come un appezzamento di terreno destinato  all’agricoltura, senza caratterizzazioni particolari, se si prescinde dalla collocazione e dalle dimensioni (circa 50.000 mq).

 

I lavori

L’Amministrazione comunale di Pozzolengo ha perseguito l’obiettivo di realizzare un nuovo parco urbano attrezzato, direttamente collegato alla Piazza pubblica Don Carlo Gnocchi, a sua volta collegata alla storica Villa Albertini.

 

L’intervento si caratterizza per le seguenti dotazioni:

  • Piscina e relativo solarium
  • Campo da pallavolo in sabbia
  • Pista per utilizzo di macchinine radiocomandate
  • Zona destinata a parco giochi per bambini
  • Zona di aggregazione e socializzazione
  • Locale ricettivo costituito da bar, spogliatoi e bagni
  • Bagni pubblici posti all’interno del parco
  • Zona destinata a parcheggio e belvedere con accesso diretto da via Sorre
  • Anfiteatro per rappresentazioni teatrali di livello locale
  • Vialetti distributivi interni integrati da un percorso vita attrezzato.

 

La zona divertimenti (solarium, piscina, centro ricreativo/edificio polifunzionale – ricettivo) è stata posizionata nella zona pianeggiante e defilata rispetto al naturale declivio destinato ad area boschiva, così come la vasta zona definita a parcheggio “verde”. istituita anche a servizio dell’adiacente centro sportivo comunale.

Attraverso opportuni interventi di ingegneria ambientale, tutta l’operazione è stata sviluppata  mantenendo il naturale declivio orografico del  sito. A completamento degli interventi, sono state realizzate anche ampie aree boschive.

 

 

 

 

7. Riqualificazione Ambientale area naturale "Punta Gro" con ristrutturazione edificio da adibire a museo della Pesca (Comune di Sirmione)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image020.jpgLa località Punta Grò è un promontorio morenico che costituisce l’ultima propaggine del Comune di Sirmione, e della Regione Lombardia, lungo confine orientale con il territorio del Comune di Peschiera e  della Regione Veneto.

SI tratta di un’area unica in tutto il territorio comunale: oltre ad essere uno dei pochi tratti costieri

privi di costruzioni e infrastrutture turistiche, costituisce un raro e rappresentativo episodio  dell’ecosistema lacustre costiero originario, ben integrato con un’attività antropica tradizionale: la  pesca.

La posizione decentrata dell’area, che in qualche modo ha contributo a preservarne fino ad oggi le  caratteristiche di naturalità, costituisce un punto di forza per la sua ulteriore conservazione,  protezione e valorizzazione.

 

La situazione di partenza

La fascia costiera, che si estende dalla strada bianca al lago, è occupata in parte da tracce di filari di pioppi, che si mescolano a salici, robinia e ad arbusti tipici della vegetazione riparia. Il primo tratto  di litorale è delimitato da un muretto di contenimento in cemento e da massi sciolti posti a ridosso  dello stesso.  Parallelamente alla costa, sono presenti aree molto estese di canneti.

Sulla punta del promontorio sono presenti edifici e strutture per la pesca, utilizzate ancora oggi dai pescatori  locali. L’insediamento, delimitato da un fossato e da una recinzione, comprende due edifici ancora in buono stato (presenti nelle mappe catastali di fine ottocento): uno dotato di portico, utilizzato ancora oggi quale deposito reti e magazzino per le attrezzature e uno posto a nord del canale di  collegamento con il lago, disposto su due piani, utilizzato un tempo per la lavorazione del pescato e attualmente in disuso.

Più nord, sul crinale sommerso del promontorio, vi è un complesso sistema di pali per il sistema delle reti. Al termine delle palizzate, lunghe circa 200 metri, vi è una grande struttura in muratura

che serviva da stoccaggio temporaneo del pescato.

L’area di pertinenza delle strutture per la pesca è occupata da grandi vasche scavate nel terreno e un tempo collegate a mezzo di canali al lago. Oggi completamente in disuso, sono sommerse dalla vegetazione e solo nel periodo invernale, durante i periodi di maggior presenza di acqua nel lago,  tendono a riempirsi.

 

I lavori

L’area oggetto dell’intervento è stata suddivisa in zone funzionali:

Zona Nord, costituita dall’insediamento dei pescatori e dalle aree di pertinenza;

Zona Sud, l’area residua costituita dalle fasce costiere est ed ovest e dalla zona  centrale a prato, posta tra la struttura alberghiera e l’insediamento dei pescatori.

 

Zona Nord

è stata interessata esclusivamente da interventi di tipo conservativo e di ripristino, tesi al  recupero funzionale degli edifici e delle strutture demaniali, ancora utilizzati da pescatori locali o parzialmente in disuso.

Il recupero parziale dell’uso originale degli edifici e delle pertinenze quale sede del museo della pesca, avviene  in continuità con l’attività di  pesca esistente.

Gli edifici esistenti sono in condizione discrete, gli interventi edilizi principali riguardano il  rifacimento delle coperture, il rinforzo di una soletta e i rifacimento di scale in legno, opere  necessarie a renderli accessibili ai futuri visitatori.

SI è perseguito il recupero funzionale delle vasche in terra battuta, invase da rovi e infestanti. Le

nuove pescherie, collegate a mezzo di canali direttamente al lago, avranno anche funzioni  didattiche: percorsi di osservazione si sviluppano attorno alle vasche (in alcun tratti a livello interrato per permettere di vedere l’habitat interno attraverso aperture vetrate simili alle pareti di un acquario)

 

Zona Sud

Nel tratto di fascia costiera orientale è stata incrementata la presenza di specie arboree e  arbustive tipiche, sino a ricreare un brano di bosco ripariale. A difesa del litorale si è provveduto mediante la “viminata viva”, intervento di ingegneria naturalistica.

Il grande prato centrale è stato interessato da un intervento di livellamento del piano di calpestio e dalla piantumazione con poche essenze arboree tipiche del lago e di grandi dimensioni (querce, roverelle e farnie).

La scogliera costituita da massi legati da calcestruzzo è stata oggetto di un intervento di mitigazione, mediante il “rinverdimento” ottenuto attraverso l’impianto di ramaglia viva e talee di salici.

 

 

 

 

8. Riqualificazione Ambientale Parco della Rocca di Manerba del Garda e Oasi Protetta (Comune di Manerba)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image021.jpgIl Parco Naturale Archeologico della Rocca - Sasso corrisponde ad un’area di circa 90 ettari che  includono un promontorio roccioso alto poco più di duecento metri s.l.m. e una fascia costiera  sottostante che si estende per alcuni chilometri dalla località Dusano a Pisenze. Il Parco è da tempo  oggetto di una serie di interventi, finalizzati alla sua tutela e valorizzazione e concentrati soprattutto  nella zona sommitale della Rocca, dove un ritrovato castello è tornato a dominare l’intero territorio  benacense.

Questa zona sommitale, proprio per le sue caratteristiche morfologiche naturali, è stata  scelta dall’uomo nel remoto passato per insediamenti difensivi e di controllo del territorio. Essa è  caratterizzata da una serie di cinte murarie difensive concentriche ove si è attestata una sequenza  preistorica, romana e medievale, documentata da numerosi ritrovamenti archeologici.

Oggi si possono osservare per intero le fondamenta del castello che, sebbene ridotto allo  stato di rudere, si conserva fuori terra mediamente per circa due metri. La distruzione non fu  accidentale ma avvenne su precisa ordinanza del Provveditore Veneto Soranzo, poiché la roccaforte  era diventata sede inespugnabile di banditi fin dal XVI secolo. 

 Nella spettacolare veduta a 360° dalla sommità della Rocca, si può osservare sullo sfondo l’intero

territorio benacense.

Sottostante la Rocca, abbiamo la zona ora destinata a Parco Naturalistico. Questo particolare paesaggio è il risultato della progressiva  riduzione a colture delle aree circostanti il laghetto intermorenico che occupava, fino agli inizi del  XIX secolo, una vasta porzione dell’intera area.

 

La situazione di partenza

L’intero complesso della Rocca è stato oggetto di ripetute campagne di scavo archeologico e di lavori di messa in sicurezza, che hanno consentito di riportare alla luce le strutture murarie superstiti, che sono riconducibili a diverse fasi storiche che si stendono su un esteso arco temporale.

A prosecuzione dei lavori fin qui condotti, si rendono necessari alcuni interventi che potranno meglio favorire la fruizione del sito archeologico e valorizzare il delicato ecosistema del sottostante parco. Tra questi interventi, ricordiamo la sistemazione della strada di accesso e la realizzazione di un parcheggio.

 

I lavori

interventi lungo la strada di accesso che porta alla sommità della Rocca

La strada che conduce alla sommità della Rocca presenta una forte pendenza (10 – 16%). Anche tenendo conto di questa caratteristica, è stata realizzata una nuova pavimentazione in pietra naturale spaccata ad opus incertum, che risulta perfettamente in linea con la particolare identità della strada di evidenti origini  medievali.

 

 

sistemazione del parcheggio e dell’area antistante il nuovo Centro Visitatori

La sistemazione del parcheggio posto in corrispondenza dell’ingresso del Centro Visitatori è avvenuta attraverso la stesura di spaccatelo di cava e la realizzazione di una zona di sosta tra  l’ingresso del Centro e il parcheggio vero e proprio, pavimentata in pietra come la strada e  illuminata.

 

restauro conservativo del Casello Reparto Alta velocità

Un intervento isolato nel parco riguarda il restauro conservativo delle strutture e dei paramenti murari del casello del reparto Alta Velocità

Il casello è una struttura costruita nel 1928, in concomitanza con la realizzazione della base aeronautica di Desenzano, destinata al “reparto Alta  Velocità”. Il piccolo edificio veniva utilizzato come punto di osservazione e rilevamento per le  prove di velocità degli idrovolanti che si svolgevano sul lago. Gli interventi hanno interessato gli intonaci, i solai in cemento armato, i parapetti e una nuova scaletta  in ferro per rendere accessibile la terrazza del piano primo.

 

Interventi di miglioramento ambientale

I lavori svolti in questo ambito hanno interessato un’area umida conosciuta come Bus de la Paül. Lo stagno esistente, posto nel cuore del Parco del Sasso, è stato oggetto di lavori di ripulitura e ampliamento, così da dar vita a un’area umida di dimensioni adeguate a garantire la creazione di nuovi habitat, favorire la sopravvivenza di specie di anfibi, rettili ed insetti, consentire la nidificazione dell’avifauna acquatica.

A completare l’intervento, infine, l’apertura di un percorso attrezzato con supporti didattici  dedicati alla molteplicità di habitat umidi e strutture che consentano ai visitatori l’avvistamento  delle principali specie acquatiche.

 

 

 

 

 

9. Riqualificazione sentieristica e parco (Comune di Padenghe)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image022.jpgIl territorio comunale presenta una serie di emergenze naturali e paesaggistiche meritevoli di valorizzazione. A questo fine, negli anni passati, sono stati posti in essere una serie di interventi con l’obiettivo di creare una maglia di percorrenze destinate agli utenti deboli della strada (pedoni e ciclisti).

 

La situazione di partenza

La rete di percorsi esistenti necessita di una serie di interventi strutturali di raccordo, messa in sicurezza e rifinitura, al fine di dare pieno compimento alla rete di percorsi ciclopedonali di interesse  ambientale e paesaggistico. A questo si aggiunge la presenza di un’area in stato di  abbandono denominata “Parco Vaso Rì”, dal cui recupero è atteso un significativo potenziamento delle aree verdi naturali presenti nel Comune.

 

I lavori

Si è provveduto al consolidamento del fondo di alcuni tratti dei percorsi, alla realizzazione di tratti di staccionata e al posizionamento di  segnaletica orizzontale e verticale, cui si aggiunge la posa di cartellonistica informativa e di elementi di arredo. 

Le opere per la riqualificazione dell’area Parco Vaso Rì consistono nella formazione di un percorso interno in spaccatelo di cava, la realizzazione di un ponte pedonale di accesso e la messa a dimora di alberi e di elementi di arredo urbano.

 

La realizzazione degli interventi in progetto permette di conseguire i seguenti obbiettivi coerenti

con l’intera progettazione del PIA in oggetto:

  • dare continuità e riconoscibilità all’itinerario che, attraverso il territorio di Padenghe, collega  il percorso ciclopedonale di Maguzzano (Lonato del Garda) con Moniga del Garda. La realizzazione ex novo di un percorso all’interno dell’area del Parco Vaso Rì garantisce la percorribilità in sicurezza del tratto di  itinerario che collega la parte sud di Padenghe con il centro urbano. 
  • dare continuità e riconoscibilità all’itinerario ad anello che attraverso il centro storico di  Padenghe sul Garda raggiunge il Cimitero, le zone umide delle Freddi e delle sorgenti del Vaso  Rì, il borgo di Pratello ed il Castello.
  • promuovere la tutela e la valorizzazione dei beni storico-architettonici e degli elementi  rilevanti del paesaggio e favorire l’integrazione con il sistema infrastrutturale turistico ed  agrituristico.

 

Le scelte progettuali dei materiali impiegati e delle tecniche adottate nella riqualificazione della  percorribilità delle strade tiene conto dei seguenti fattori:

- utilizzo di materiali uguali a quelli già presenti e coerenti con l’ambiente circostante;

- limitazione di eventuali interventi di manutenzione;

- buona percorribilità (soprattutto con le biciclette) in qualsiasi condizione di tempo e  stagione.

 

 

 

10. Riqualificazione urbana via Barbieri e via Vighenzi (Comune di Padenghe)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image023.jpgObiettivo di questo intervento e il potenziamento della fruizione di un  ambito del territorio comunale che coinvolge aree di interesse culturale (Centro  Storico e Castello) e naturale attraverso la  riqualificazione dei vuoti intesi come relazione tra gli elementi significativi del contesto, siano essi giardini pubblici, strade, piazze o parcheggi.

La caratteristica connotativa è la presenza del verde (l‘attuale parco giochi e l’area destinata al  Parco Vaso Rì) che garantiscono una serie di vedute di notevole interesse: il Castello, la ex Filanda, Palazzo Barbieri, il Campanile della Chiesa Parrocchiale, il Lago di Garda,  il Monte Baldo.

 

La situazione di partenza

L’insieme delle opere rientra nell’intervento  più generale di riqualificazione dell’asse stradale che percorre il centro abitato da nord a sud,  partendo da via Vighenzi fino ad arrivare alla rotatoria di via Rovetta., laddove ancora sussistono elementi di insufficiente sicurezza o cesure nelle percorribilità e nella fruizione.

 

I lavori

Sistemazione del tratto di collegamento tra via Barbieri nord (dal tratto antistante Palazzo  Barbieri sede del Comune che con il sagrato della Chiesa è stata oggetto di recente riqualificazione)  ed il  “Parco Urbano Vaso Rì”. 

Sistemazione di via Vighenzi per il tratto dal chiosco vicino al Vaso Rì fino alla rotonda con via Barbieri e il tratto di quest’ultima fino  all’incrocio con Via Beretta e i margini sud e ovest del Parco giochi di fronte alla Casa di Riposo e  dell’Ex Filanda.

 

 

 

 

 

 

11. Riqualificazione   percorsi   ciclo-pedonali   zona   basso   lago   LONATO -CASTIGLIONE DELLE STIVIERE (Provincia di Brescia)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image024.jpgLa pista “Ciclovia del Benaco” si sviluppa per circa 14 Km., collegando il territorio di varie frazioni  di Lonato del Garda da Nord a Sud. Collegando il territorio di Padenghe, e della Valtenesi, col  territorio di Castiglione d/S, e quindi con tutta la rete di ciclopedonali del territorio mantovano.

L’importanza della realizzazione di questo tratto, è da vedersi nel progetto più ampio di cui fa parte,  che è quello di costituire man mano una rete percorsi ciclabili che percorra tutto il lago di Garda,  dando l’opportunità ad ulteriori sviluppi economici e turistici, che allo stesso tempo valorizzino e  riqualifichino il territorio percorso.

 

Lungo il percorso si possono osservare paesaggi, costituiti per la maggior parte da campi  coltivati, e alcuni centri abitati. Si passa e si costeggiano le frazioni di Barcuzzi, S. Polo e  Cominello, Malocco, ed Esenta. 

Lungo il tracciato quindi, si possono osservare e fruire vari luoghi e monumenti, che costituiscono il  territorio di Lonato, e che fanno parte della sua storia. 

Tra i luoghi e monumenti che si possono incontrare, vi sono: il centro storico di Lonato, con la  Rocca e la Casa del Podestà, il centro con la Chiesa di Esenta. Il percorso alla finisce alla Formace  dei Gorghi, all’Antiquarium della Fornace romana.

 

La maggior parte del tracciato è caratterizzato dalla presenza dell’acqua. Spesso la  ciclabile costeggia canali di irrigazione che percorrono i campi, e soprattutto dal canale Arnò, sviluppandosi lungo la strada alzaia. Il canale non ha un andamento sempre lineare, per cui la linea  d’acqua forma curve e incroci con la via stessa, che a volte lo valica cambiando il percorso da  destra a sinistra. Alcuni punti, sono sottolineati da manufatti tecnici, che fanno parte della struttura e  della funzione del canale; chiuse, muretti di valico, centrali, ecc..., che fanno parte di quel paesaggio  costruito.

 

Il tracciato della ciclabile in parte viene sviluppata in sede propria, e in parte in sede promiscua.   Nel tratto della Provinciale tra Lonato e Padenghe, viene utilizzata la banchina stradale per creare una sede propria destinata ai ciclisti.

Per il resto del percorso, si è cercato di sfruttare percorsi a traffico limitato, che si trovano nelle aree  limitrofe ai centri abitati, in cui ci sarà un utilizzo promiscuo, sia di auto che di biciclette.

 

 

12. Percorso ciclo-pedonale LIMONE SUL GARDA (Provincia di Brescia)

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image025.jpgQuesto percorso ciclabile ha inizio presso il confine sud di Limone, in modo da consentire una congruenza tipologica con il tratto proveniente da Campione.

Il primo  tratto è in accostamento alla statale, con la realizzazione di opere infrastrutturali per creare la sede ciclabile utilizzando lo spazio esistente tra la strada e la recinzione del campeggio; per I tratti successivi si utilizzano strade comunali interne.

Per il tratto che va dal ponte ad arco sino all’ingresso del  municipio di Limone sono necessari soli interventi di segnalazione verticale (cartelli di segnalazione)  ed orizzontale.

Per il tratto che interessa il municipio viene realizzato il passaggio al di sotto della Limonaia esistente,  con la costruzione di un sottopassaggio.

Tutto il tratto di pavimentazione  ciclabile che comprende l’area del municipio, visto il pregio della costruzione, è stato pensato con un rivestimento in pietra naturale tipo porfido.

Il tratto seguente dall’uscita dal municipio fino all’ingresso del parcheggio comunale,  prosegue sul marciapiede esistente per poi spostarsi sulla sinistra creando una nuova pista in corrispondenza delle aiuole che costeggiano il percorso pedonale, sino al raggiungimento  del sottopasso esistente che, attraverso una rampa di lunghezza pari a circa 75m, permette l’attraversamento della statale SS 45 bis.

 

 

 

 

 

 

13. Percorso ciclo-pedonale Comune di GARGNANO (Provincia di Brescia).

 

Descrizione: Descrizione: Descrizione: C:\Users\Leonardo\Desktop\public\pia\image026.jpgIl tratto di pista ciclabile (ex S. S. 45 bis) oggetto dell'intervento è situato a Nord dell'abitato di  Gargnano, a partire dalla località Ponte di San Valentino, fino al raccordo con la rete stradale attuale, per una lunghezza complessiva  di circa 1 km

Per l’itinerario ciclabile è stato utilizzato il sedime abbandonato della S.S. 45, sfruttando pertanto  le opere infrastrutturali già presenti (muri di sostegno a monte e a valle della sede viaria, la galleria  artificiale, il parapetto).

 

La situazione di partenza

Le pareti sovrastanti il tratto di percorso sono pressoché verticali e contraddistinte da  numerosi elementi aggettanti.   E da una marcata attività di crollo. Disseminati lungo il percorso, oltre ai  massi, si osservano tratti in corrispondenza dei quali il parapetto risulta danneggiato, ad ulteriore  riprova dello stato di degrado delle pareti rocciose.

Un ulteriore elemento di degrado della ex S.S. 45 bis è rappresentato dalle strutture di sostegno  della vecchia galleria artificiale, che risultano ammalo rate, con distacco del copri ferro sui pilastri.

 

I lavori

Il recupero del tracciato originario della strada è reso possibile attraverso due tipologie di intervento:

opere di protezione dal distacco massi dalla parete rocciosa

la protezione mediante reti in aderenza riguarda solo i tratti di pendio più vicini al tratto ciclabile: per la parte più consistente del tratto oggetto di intervento si è preferito ricorrere a opere di tipo passivo, nella forma di reti paramassi a grande deformabilità e sufficienti ad assorbire le eventuali cadute di massi dalla parete rocciosa.

ripristino delle opere esistenti

La galleria artificiale esistente, lunga circa 130 m, è stata realizzata per proteggere la sede stradale dalla caduta di  massi dalle pareti rocciose sovrastanti. Essa è composta da una doppia fila di pilastri in cemento  armato collegati longitudinalmente da travi in cemento che sorreggono dei  travetti trasversali. I lavori di ripristino consistono nel recupero funzionale della galleria, mediante recupero delle parti ammalorate. In particolare