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Polada e Lavagnone

  • Indirizzo:
  • loc. Polada
  • Localit√†:
  • Lonato del Garda - Bs
  • GPS:
  • 45.458746 10.503608

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Polada
Il bacino della Polada è una conca anticamente occupata da un lago inframorenico, che venne prosciugato durante i lavori di estrazione della torba, iniziati nel 1868.
Vennero allora alla luce  i resti di un insediamento palafitticolo che fu oggetto di indagini e di scavi da parte di Giovanni Rambotti, tra il 1872 e il 1876.
Abbiamo pochi dati per ricostruire la struttura di questo insediamento: un abitato di tipo palafitticolo di forma rettangolare, di 60 x 20 metri di dimensione, con pali infissi nella torba e una passerella che lo collegava alla riva, indiziata da una fila di pali verticali.
I materiali archeologici qui rinvenuti esposti, nel 1875, a Brescia e successivamente ceduti al museo etnografico Pigorini di Roma, sono di tale importanza da aver indotto gli studiosi a definire come “Cultura della Polada” questo sito e le sue testimonianze, tra i più significativi dell’Età del Bronzo nell’Italia Settentrionale.
Tra i reperti qui rinvenuti ricordiamo numerosi recipienti in ceramica, oggetti di terracotta legati alla filatura/tessitura e alla metallurgia, strumenti in bronzo (tra i quali spiccano tre asce e due pugnali) e manufatti in selce e pietra levigata. Conservati nella torba, ambiente privo di ossigeno, sono giunti a noi anche oggetti in legno, come manici di falcetto e immanicature d’ascia. Lavagnone
I primi rinvenimenti, al bacino del Lavagnone, furono effettuati in seguito all’estrazione della torba alla fine dell’800. Le campagne di scavo si sono via via susseguite nel corso del 900 e, a partire dal 1989, sono state condotte dall’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con il Museo di Desenzano.
Nel corso dei secoli, il vilaggio del Lavagnoine non ha occupato lo stesso sito: nel corso dell’età del Bronzo Antico (circa 2200-1600 a.C.) le abitazioni sorgevano su palafitte, mentre, nell’età del Bronzo Medio, il villaggio sorge su una zona asciutta, come testimoniano i resti di capanne prive di palificazioni.
I materiali rinvenuti al Lavagnone nel corso delle diverse campagne di scavi sono conservati presso il museo archeologico di Desenzano e Milano.