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La Rocca di Manerba

  • Indirizzo:
  • Sasso Rocca
  • Localit√†:
  • Manerba del Garda - Bs
  • Orari:
  •   Apertura annuale 1 aprile - 30 settembre tutti i giorni: 10.00-20.00 1 ottobre - 31 marzo giovedì,venerdì,sabato, domenica: 10.00-18.00 lunedì, martedì, mercoledì: aperto su prenotazione.

     

    Informazioni e prenotazioni
    per gruppi e comitive +39 0365/552533
  • GPS:
  • 45.556240 10.568359

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La Rocca di Manerba, con la sua conformazione di sperone roccioso proteso sulla sponda sud-occidentale del lago di Garda a metà strada tra Salò e Desenzano, ha attratto l’insediamento umano fin da epoca preistorica. Si tratta di un promontorio di calcarenite, che strapiomba con un salto di oltre 100 metri sulla piana sottostante, detta “del Sasso”, occupata fino al ‘700 da una palude,  mentre il versante occidentale declina gradualmente verso il lago. Le più antiche tracce di frequentazione umana della zona sono rappresentate da strumenti in selce utilizzati da cacciatori-raccoglitori del Mesolitico (8000-5000 a.C.). Risale, invece, al Neolitico tardo (intorno al 4000 a.C.) un insediamento difeso da palizzate in legno e costruito sul terrazzamento superiore della Rocca, arginato da imponenti muri a secco in blocchi di pietra locale. Tra il X e l’VIII sec. a. C. la Rocca dovette essere sede di culti celebrati all’aperto e la sacralità del luogo viene ribadita in epoca romana, con la costruzione di un piccolo tempio, di cui restano le possenti fondazioni a “U”, forse dedicato alla dea Minerva, che avrebbe dato il nome a ‘Manerba’. La funzione difensiva del sito continua anche durante l’alto Medioevo, come attestano i resti murari riportati alla luce durante gli scavi archeologici condotti nella primavera 2009, e continua nei secoli successivi, quando, nel corso dell’XI secolo, viene costruita la terza cinta di mura di fortificazione e l’accesso alla sommità avviene salendo dalla frazione di Montinelle. Nel 1277 la fortezza viene demolita da parte dei Bresciani, che avevano conquistato la rocca, sottraendola al controllo degli Scaligeri. La successiva ricostruzione delle strutture difensive situate sulla sommità della Rocca,  con la creazione di due cinte murarie concentriche con scala di accesso protetta da una possente torre, avvenne dopo che furono completamente smantellate le strutture preesistenti e venne spianato, tagliando la roccia, lo sperone sommitale. In atle occasione viene anche scavata una cisterna per la raccolta dell’acqua piovana, in modo da garantire una buona autonomia all’apparato difensivo. Nel 1574, quando la Rocca doveva essere già parzialmente in rovina, la Repubblica di Venezia provvederà alla sua completa distruzione, per liberarla da pericolosi banditi che l’avevano scelta come rifugio.