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Santuario della Madonna del Carmine

  • Indirizzo:
  • Via Carmine
  • Localit√†:
  • San Felice del Benaco - Bs
  • GPS:
  • 45.580525 10.546553

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Di origine tardo-quattrocentesca, la chiesa fa parte di un più vasto complesso conventuale della stessa epoca. A seguito delle soppressioni degli ordini religiosi di fine Settecento, la chiesa e il convento sono rimasti abbandonati per quasi due secoli. Con il ritorno dei Padri Carmelitani, a metà del Novecento, sono stati avviati i lavori di recupero e di restauro dell’antico edifico e hanno riportato agli antichi colori gli affreschi dell’interno. Nella facciata, semplice e priva di ornamenti, si aprono due finestre di forma allungata, poste ai lati del grande portale di accesso, protetto da un portico sorretto da tozze colonne in pietra bianca. La struttura, in linea con lo stile gotico-lombardo, è a navata unica, suddivisa in cinque zone da quattro arconi a sesto acuto, sui quali poggia l’orditura del tetto. Sulle pareti interne, infatti, possiamo ammirare una ricca serie di affreschi, che rappresentano l’elemento artistico di maggior interesse. Solo per alcuni degli affreschi conosciamo il nome dell’autore. In mancanza di notizie certe, molti affreschi accomunati dallo stesso stile e dalle medesime modalità esecutive, vengono attribuiti allo stesso autore, convenzionalmente indicato come “Maestro di San Felice”, che qui ha operato verso la fine del Quattrocento. A quest’ultimo dobbiamo la piacevole Annunciazione che campeggia nell'abside e gli affreschi della “cappella dei Santi” e della cappella della Trinità, che prendono il nome dall’affresco più significativo che in esse si trova. A Paolo da Carlina il Vecchio viene attribuita la decorazione della Cappella dei quattro Santi”: le quattro figure, ritratte con sapiente grazia compositiva e gradevoli accostamenti cromatici, appaiono all’interno di una cornice che richiama l’architettura classica. Al di sopra dell’ultimo pilastro, a sinistra per chi entra, vale la pena soffermarci presso la figura del Cristo morto, che richiama lo stile del grande Mantegna, attivo, proprio in quegli anni, nella vicina Mantova. Nella terza cappella a destra notiamo il particolarissimo affresco monocromo della Crocifissione, opera del frate Carmelitano Giovanni Maria da Brescia, dove le figure disegnate in bianco sembrano quasi incise sullo sfondo verde e danno vita a una pittura al negativo.